CHARGESPLIT SRL — Via Morgantini 21, 20148 Milano — info@flameguardsmart.com — Tel. 02 8965 8967
P.IVA 11414930963 · ATEX 2014/34/UE · EN ISO 16852
Flame Arrestor con monitoraggio IoT integrato
FLAME GUARD SMART
FlameGuard Smart è un sistema di protezione attiva: blocca le fiamme come un flame arrestor tradizionale, ma registra, analizza e segnala ogni anomalia in tempo reale. Un unico dispositivo certificato ATEX che conosce il proprio stato di salute.
ATEX Ex iaEN ISO 16852Monitoring H24Predictive maintenanceDN50–DN500DEF · DETMQTT / 4-20mA
LIVE · FA-DET-07
ΔP Differenziale
147
mbar
Temp. Δ ↑↓
+3.1
°C
Vibrazione RMS
0.38
g
2
Versioni disponibili
4
Grandezze monitorate RT
IIA–IIC
Gruppi gas certificati
H24
Monitoraggio continuo
Prodotto
FLAMEGUARD SMART IN DETTAGLIO
Nessun secondo dispositivo da installare, nessun cablaggio aggiuntivo, nessuna zona classificata da gestire separatamente. FlameGuard Smart porta il monitoraggio dove serve: dentro il dispositivo stesso.
🔩
Struttura portante certificata
Costruzione in acciaio al carbonio o inox AISI 316L. Attacchi flangiati ISO, ASTM e DIN. Configurazione per deflagrazione (DN50–500) o detonazione (DN50–150). Pressioni fino a PN50 / ANSI 300.
🌡️
Quattro occhi sempre aperti
Pressione differenziale, temperatura a monte e a valle, onda meccanica. Ogni punto di misura è cablato e testato prima della spedizione — zero lavoro di campo sui sensori.
⚙️
Intelligenza locale a bordo
Il cervello del sistema è sul dispositivo, non nel cloud. Acquisizione ogni 100ms, logica di allerta locale, autonomia offline di 30 giorni. Si integra con DCS e SCADA esistenti via Modbus TCP o 4-20mA.
📊
Visibilità completa, ovunque
Ogni dispositivo visibile in un'unica dashboard, da browser o smartphone. Alert via SMS, email o webhook. Report di conformità generati automaticamente per il prossimo audit ATEX.
vs. flame arrestor standard
PERCHÉ FLAMEGUARD SMART
Flame arrestor standard
FlameGuard Smart ✓
Sistema IoT
MONITORAGGIO IN TEMPO REALE
Quattro grandezze fisiche monitorate in continuo, scelte per massimizzare il valore diagnostico con il minimo numero di punti di misura.
Parametro primario
Pressione differenziale ΔP
Trasmettitore diff. 4-20mA / HART — ATEX Ex ia IIC T4
La perdita di carico attraverso l'elemento è il dato più onesto sullo stato del dispositivo. Sale lentamente quando si intasa, crolla di colpo se l'elemento si danneggia.
Range0–500 mbar · ±0,1% FS
Interfaccia4-20mA / HART rev.7
ATEXEx ia IIC T4 Ga
Dev prototypeHoneywell MPRLS — SPI
Rilevamento evento fiamma
Temperatura dual-point
2× TC tipo K + trasmettitore testa — ATEX Ex ia / Ex d
Due misure invece di una: la temperatura del gas prima e dopo l'elemento. In condizioni normali sono quasi identiche. Quando passa una fiamma, quella a valle impenna in pochi secondi.
Range-200/+1370°C · <500ms
Interfaccia4-20mA / trasmettitore 2 fili
ATEXEx ia / Ex d IIC
Dev prototypeMAX31855 — SPI (ESP32)
Firma meccanica
Vibrazione / Onda d'urto
Accelerometro triassiale ±50g — ATEX Ex ia IIC
Ogni evento meccanico ha la sua firma vibrazionale. Una deflagrazione suona diverso da un colpo d'ariete. Il sistema analizza la forma dell'onda e classifica l'evento automaticamente.
Range±50g · 3 assi · DC–1500Hz
InterfacciaSPI / 4-20mA
ATEXEx ia IIC T4
Dev prototypeADXL355 — SPI (ESP32)
Condizione operativa
Portata gas
Vortex / Pitot — ATEX Ex ia / Ex d — opzionale
La stessa perdita di carico vale cose diverse a portate diverse. Conoscere la portata permette di separare il fouling dalle condizioni operative. Integrabile dal DCS esistente via Modbus.
PrincipioVortex / Pitot / Coriolis
Interfaccia4-20mA / HART / Modbus TCP
ATEXEx ia / PED 2014/68/EU
NotaOpzionale se segnale in DCS
Sistema di allerta
TRE LIVELLI DI ALLERTA
Logica di allarme in locale sull'edge gateway. Reazione garantita anche offline. Ogni soglia configurabile da dashboard.
Livello 1 — Attenzione
Intasamento progressivo
La perdita di carico è cresciuta oltre la soglia di attenzione. Il dispositivo funziona ancora, ma è il momento di programmare un'ispezione.
trigger: ΔP > baseline × 1,15 per 30 min
Livello 2 — Allarme
Evento termico anomalo
Il differenziale termico ha superato la soglia critica in pochi secondi. Scenario compatibile con una deflagrazione. Notifica immediata su tutti i canali configurati.
trigger: T_down − T_up > 50°C in < 5 s
Livello 3 — Emergenza
Detonazione / Danno elemento
Impulso meccanico violento combinato con un crollo della pressione differenziale. Possibile danno strutturale. Shutdown raccomandato, notifica automatica al responsabile sicurezza.
trigger: vibrazione > 15g + ΔP drop > 40% in 2s
Stack tecnologico
ARCHITETTURA DEL SISTEMA
Dal sensore alla dashboard in quattro layer. Ogni livello progettato per massima affidabilità in zone ATEX.
🔩
Field Layer
Sensori ATEX Ex ia sul corpo valvola, segnali 4-20mA a sicurezza intrinseca.
4-20mAHARTEx iaIP67
›
⚙️
Edge Layer
Gateway ATEX Ex d. Acquisizione 100ms, alarm logic locale, 30 giorni offline.
ESP32ADC 16-bitOffline
›
☁️
Cloud Layer
MQTT/TLS 1.3, database time-series, ML anomaly detection, manutenzione predittiva.
MQTT/TLSInfluxDBML
›
📊
User Layer
Dashboard web RT, app iOS/Android, alert configurabili, report PDF per audit ATEX.
Qualificato per tutti i settori in cui i flame arrestor sono dispositivi di sicurezza critica.
🏭
Impianti petrolchimici
Ambienti dove un'anomalia non rilevata in tempo può avere conseguenze su tutta la linea.
⛽
Raffinerie oil & gas
Gas ad alta pericolosità. Il monitoraggio è critico perché la velocità di propagazione della fiamma è elevata.
🛢️
Serbatoi di stoccaggio
Un intasamento non rilevato trasforma un dispositivo di sicurezza in un punto cieco. Il ΔP lo intercetta con settimane di anticipo.
🌿
Impianti biogas
Il biogas porta condense e particolato che favoriscono l'intasamento progressivo — esattamente quello che il ΔP individua per primo.
⚡
Produzione idrogeno
L'idrogeno è il gas più rapido a propagare la fiamma. Margini di sicurezza più stretti richiedono una risposta più veloce.
💊
Industria farmaceutica
Report di conformità generati automaticamente — meno carta da gestire, meno rischi in fase di ispezione GMP.
🌊
Trattamento acque reflue
Ambienti corrosivi con metano e H₂S. Monitoraggio continuo in zone classificate ATEX.
🏗️
Industria chimica
Copertura IIA–IIB3–IIB–IIC. Gas di sintesi, acetilene, etilene e miscele complesse.
🚢
Terminali di carico
Operazioni intermittenti con picchi di portata. Notifica RT alla sala operativa se qualcosa si discosta dai parametri normali.
Configurazioni
DUE VERSIONI, UN SISTEMA
FlameGuard Smart è disponibile in due configurazioni pensate per esigenze diverse: chi vuole tutto integrato e chiavi in mano, e chi vuole partire subito senza aspettare certificazioni.
Disponibile ora
FlameGuard Smart Kit
Sensori su valvola · Elettronica nel quadro cliente
I sensori certificati Ex ia vengono installati sul corpo valvola in zona classificata. Il cavo esce attraverso una barriera zener e arriva alla tua junction box — che sta nel quadro elettrico del cliente, in zona sicura. Nessuna certificazione ATEX sulla tua elettronica.
🔩
Sensori Ex ia
Zona ATEX
→
⚡
Barriera zener
Certificata Ex ia
→
📦
Gateway ESP32
Zona sicura
✓Nessuna certificazione ATEX sulla tua elettronica
✓Installabile subito — ideale per i primi progetti pilota
✓Sensori Ex ia certificati acquistati da fornitori terzi
✓Barriere zener standard: ~100–300€ caduna, già certificate
✓Il gateway va nel quadro elettrico esistente del cliente
✓Dashboard cloud, alert e report identici alla versione Integrated
Versione premium
FlameGuard Smart Integrated
Tutto integrato sul corpo valvola · Certificazione ATEX completa
Sensori, gateway ed elettronica integrati direttamente sul corpo valvola in un'unica unità certificata ATEX. Installazione chiavi in mano: un dispositivo, una connessione di rete. Ideale per chi vuole zero cablaggio aggiuntivo e un unico fornitore responsabile.
🔩
Sensori Ex ia
Sul corpo
→
📦
Junction Box Ex d
Sul corpo
→
☁️
Cloud / Dashboard
Rete cliente
✓Unità completamente integrata — un solo dispositivo fisico
✓Certificazione ATEX CE + Ex sull'intera unità
✓Nessun quadro cliente da coinvolgere nell'installazione
✓Ideale per grandi impianti e contractor EPC internazionali
✓Posizionamento premium — unico sul mercato italiano
✓Unico sul mercato italiano con monitoraggio IoT integrato
Comune a entrambe le versioni
✓ Dashboard cloud real-time✓ App iOS e Android✓ Alert SMS / email / webhook✓ 3 livelli di allerta configurabili✓ Report PDF per audit ATEX✓ Integrazione DCS/SCADA via Modbus TCP✓ Firmware OTA aggiornabile da remoto✓ Storage locale 30 giorni offline
RICHIEDI OFFERTA O DEMO TECNICA
Il team tecnico Chargesplit è disponibile per un confronto su specifiche di processo, gruppo gas, integrazione DCS e configurazione del sistema di monitoraggio.
Contatti
PARLIAMO DEL TUO IMPIANTO
Inviaci i dati di processo e il gruppo gas — prepariamo un'offerta tecnica in 48 ore.
Documento CS-FGS-DS-001. Unità completa: corpo valvola ATEX + sensori integrati + edge gateway + junction box Ex d. Versioni DEF e DET.
1 — Anatomia del prodotto
ANATOMIA DEL FLAMEGUARD SMART
Tutti i punti di connessione sensori e supporti sono predisposti in fabbrica. Nessuna saldatura in campo.
01
Corpo in acciaio
Acciaio al carbonio ASTM A216 WCB (std), AISI 316L, Duplex 2205, Hastelloy C-276 su specifica. Flangiato ISO/ASTM/DIN. Versione DEF in-linea/fine-linea (DN50–500) e DET unidirezionale (DN50–150). PN2,5–PN50 / ANSI 150–300. Temperatura -40/+200°C.
02
Elemento rompifiamma
Nastri in AISI 316 avvolti a celle triangolari. Altezza cella dimensionata sul MESG del gas (IIA: 0,80mm / IIB3: 0,55mm / IIB: 0,40mm / IIC: 0,28mm). Rimovibile per ispezione senza smontaggio flangiature.
03
Prese pressione differenziale
2× prese NPT 1/4" integrate upstream/downstream dell'elemento. Predisposte per trasmettitore ΔP 4-20mA HART. Nessuna saldatura aggiuntiva in campo.
04
Termopozzi dual-point
2× bocchelli NPT 1/2": upstream ±200mm dalla flangia, downstream ±100mm dall'elemento. Compatibili TC tipo K/J/T. Profondità inserimento ottimizzata per il DN.
05
Supporto accelerometro
Piattaforma M6 integrata sul corpo nel punto di massima trasmissibilità onde d'urto. Compatibile con accelerometri triassiali standard e certificati ATEX.
06
Junction box ATEX Ex d
Corpo AISI 316L, IP66/67, ATEX Ex d IIC T6, staffa M10 SS integrata sul corpo. Ospita: ADC 16-bit, gateway edge, morsettiera 4-20mA, RJ45/SMA per MQTT. Alimentazione 24VDC ±15%. Storage MicroSD 30 giorni offline.
2 — Specifiche meccaniche
DATI DI TARGA
Per configurazioni fuori standard (materiali speciali, temperature estreme, standard ASME, tracciatura elettrica) specificare in offerta.
DEF — Deflagrazione
Dimensioni nominali
DN50–DN500 / 2"–20"
Pressione nominale
PN2,5–PN50 / ANSI 150–300
Temperatura operativa
-40°C / +200°C (std); fino a +450°C (H)
Tipologia
In-linea / Fine-linea
Direzionalità
Bidirezionale
Materiale corpo (std)
Acciaio al carbonio ASTM A216 WCB
Materiale elemento
AISI 316
Guarnizioni std
Spiralata 316 / grafite
DET — Detonazione
Dimensioni nominali
DN50–DN150 / 2"–6"
Pressione nominale
PN2,5–PN50 / ANSI 150–300
Velocità fiamma
Supersonica (>1000 m/s)
Test onde d'urto
EN ISO 16852 §7.6
Direzionalità
Unidirezionale (indicare direzione flusso)
Temperatura operativa
-40°C / +200°C (std)
Materiale corpo (std)
Acciaio al carbonio ASTM A216 WCB
Posizione installazione
Orizzontale (specificare se verticale)
Sistema di monitoraggio integrato
Sensore ΔP
0–500 mbar, ±0,1% FS, 4-20mA / HART
Temperatura ×2
TC tipo K, -200/+1370°C, <500ms
Vibrazione
±50g triassiale, DC–1500Hz
Portata (opz.)
Vortex/Pitot/Coriolis, 4-20mA / Modbus
Comunicazione
MQTT/TLS 1.3, Modbus TCP, 4-20mA out
Storage locale
MicroSD — 30 giorni offline
Alimentazione
24VDC ±15%
Temperatura elettronica
-20°C / +70°C
Junction box ATEX
Certificazione
ATEX Ex d IIC T6 Gb
Protezione
IP66/67
Materiale
AISI 316L
MCU
ESP32 industrial / PLC embedded
ADC
16-bit, 4 canali, 100ms
Alarm logic
Locale, 3 livelli configurabili
Uscite DI/O
Relè NO/NC per PLC/DCS
Firmware OTA
Aggiornamento remoto via cloud
3 — Gruppi gas / MESG
CLASSIFICAZIONE MESG
L'altezza delle celle dell'elemento deve essere inferiore al MESG del gas di processo. Chargesplit produce elementi specifici per ciascun gruppo.
Gruppo
MESG (mm)
Gas esempio
Applicazione
Altezza cella
IIA
> 0,90
Propano, Butano, Metano, Acetone
Gas naturale, biogas, GPL
0,80 mm
IIB3
≥ 0,65
Etilene
Petrolchimica, cracking
0,55 mm
IIB
≥ 0,50
Etilene, Gas di sintesi, Etanolo
Industria chimica
0,40 mm
IIC
< 0,50
Idrogeno, Acetilene, CS₂
Raffinerie, produzione H₂
0,28 mm
NOTA MESG: Per miscele o vapori con MESG non noto Chargesplit esegue il calcolo conservativo basato sul componente con MESG minore. Dati richiesti per sizing: gas/vapore, temperatura, pressione, portata volumetrica, concentrazione (% LEL o % v/v).
4 — Conformità e certificazioni
NORMATIVE APPLICABILI
Progettato e collaudato in conformità alle direttive europee per dispositivi in atmosfere potenzialmente esplosive.
ATEX 2014/34/UE
Apparecchiature ATEX — Cat. 1G / 2G
EN ISO 16852
Norma specifica rompifiamma — test di tipo
PED 2014/68/EU
Apparecchiature a pressione — Modulo H
EN 60079-11
Sicurezza intrinseca Ex ia — sensori field
EN 60079-1
Custodia antideflagrante Ex d — junction box
EN 1092-1 / ASME B16.5
Standard flangiature EU e ANSI
EN 60079-0
Requisiti generali apparecchiature ATEX
PROOF OF CONCEPT: Per test e installazioni pilota i trasmettitori possono essere installati in zona sicura con le sole sonde che penetrano nel processo (configurazione barrier). Accettata dalla direttiva 2014/34/UE per messa in servizio graduale senza certificazione Ex completa dei trasmettitori. Contattare Chargesplit per valutazione di zona e documentazione entity parameters.
5 — Codice d'ordine
COME ORDINARE
FGS — TYPE — DN — PRES — MAT — GAS — MON es: FGS-DEF-100-PN16-S-IIA-FULL
Posizione
Codici disponibili
Descrizione
TYPE
DEF / DET
Deflagrazione in-linea o fine-linea / Detonazione
DN
50 / 80 / 100 / 150 / 200 / 250 / 300 / 400 / 500
Diametro nominale in mm
PRES
PN6 / PN16 / PN25 / PN40 / PN50 / A150 / A300
Pressione nominale
MAT
C = carbonio / S = AISI 316L / D = Duplex / H = Hastelloy
Materiale corpo
GAS
IIA / IIB3 / IIB / IIC
Gruppo gas (MESG)
MON
FULL = tutti 4 sensori + gateway / DP = solo ΔP / NONE = solo corpo
Configurazione monitoraggio
Risorse tecniche — Flame Arrestor & Safety
BLOG TECNICO
Guide tecniche, approfondimenti normativi e casi applicativi su flame arrestor, rompifiamma ATEX e monitoraggio predittivo per impianti industriali.
ΔP FOULING
Manutenzione predittiva
Come si intasa un rompifiamma e come rilevarlo in anticipo
Il monitoraggio della pressione differenziale è il metodo più affidabile per rilevare l'intasamento progressivo di un flame arrestor. Scopri come funziona e perché la manutenzione a calendario non è più sufficiente.
8 min letturaLeggi →
DEF vs DET
Scelta del prodotto
Deflagrazione vs detonazione: quale flame arrestor scegliere
La differenza tra un flame arrestor per deflagrazione e uno per detonazione non è solo tecnica — è una questione di sicurezza. Guida pratica alla scelta corretta in base al gas e alla geometria dell'impianto.
10 min letturaLeggi →
EN ISO 16852
Normativa
EN ISO 16852: tutto quello che devi sapere sui flame arrestor
La norma EN ISO 16852 definisce i requisiti di prestazione, i metodi di prova e i limiti d'uso per i flame arrestor. Una guida completa per HSE manager, progettisti e responsabili acquisti.
12 min letturaLeggi →
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Manutenzione predittiva · 8 min lettura
Come si intasa un rompifiamma e come rilevarlo in anticipo
Chargesplit srl · Maggio 2025
Un flame arrestor non si rompe dall'oggi al domani. Si deteriora lentamente, attraverso un processo di intasamento progressivo che può richiedere mesi — ma che, se non rilevato in tempo, trasforma un dispositivo di sicurezza in un ostacolo al processo o, peggio, in un punto di debolezza dell'impianto.
Perché si intasa un rompifiamma
L'elemento rompifiamma è composto da lamelle metalliche che formano canali micrometrici — è proprio questa geometria fine a spegnere la fiamma per raffreddamento. Ma è la stessa geometria che lo rende vulnerabile all'accumulo di:
Depositi carboniosi — frequenti in applicazioni con gas di processo caldo o parzialmente combusti
Condensa e polimeri — nei sistemi di sfiato dove la temperatura scende sotto il punto di rugiada
Particolato e polveri — comuni negli impianti di trattamento acque reflue e biogas
Prodotti di corrosione — in presenza di H₂S, cloro o altri agenti aggressivi
La pressione differenziale: il segnale più affidabile
La perdita di carico attraverso l'elemento — il cosiddetto ΔP — è il parametro che racconta meglio lo stato del dispositivo. In condizioni nominali, ogni flame arrestor ha un ΔP di baseline noto e stabile, che dipende da geometria dell'elemento, portata e densità del gas.
Quando l'elemento inizia a intasarsi, il ΔP cresce in modo caratteristico: lentamente all'inizio, poi con accelerazione progressiva man mano che i canali si ostruiscono. Questo pattern è identificabile con settimane di anticipo rispetto al momento in cui il dispositivo diventa non conforme.
Andamento tipico del ΔP nel tempo
Perché la manutenzione a calendario non basta
La pratica più diffusa è ispezionare il flame arrestor ogni 6 o 12 mesi, indipendentemente dal suo stato reale. Questo approccio ha due problemi opposti:
Manutenzione inutile — in impianti con gas pulito e bassa portata, l'elemento può essere perfetto dopo un anno. L'ispezione è uno spreco di risorse.
Manutenzione tardiva — in impianti aggressivi (biogas, raffinerie, H₂S), un elemento può intasarsi in settimane. L'ispezione annuale arriva troppo tardi.
Il monitoraggio continuo del ΔP risolve entrambi i problemi: si interviene quando serve, non quando è scritto in agenda.
Come funziona il monitoraggio ΔP in FlameGuard Smart
FlameGuard Smart installa un trasmettitore di pressione differenziale certificato ATEX Ex ia con due prese integrate nel corpo valvola — una upstream e una downstream rispetto all'elemento. Il segnale 4-20mA viene acquisito dall'edge gateway ogni 100ms.
Nei primi sette giorni di funzionamento il sistema apprende il valore baseline del ΔP nelle condizioni operative normali dell'impianto. Da quel momento:
Se il ΔP supera il 15% del baseline per 30 minuti consecutivi → allerta di Livello 1 — pianifica ispezione
Se il ΔP crolla del 40% in meno di 2 secondi → allerta di Livello 3 — possibile danno strutturale
Vuoi vedere il monitoraggio ΔP in azione?
Accedi alla dashboard demo di FlameGuard Smart e osserva in tempo reale come varia il ΔP su un impianto simulato.
Conclusioni
L'intasamento progressivo di un flame arrestor è un processo lento e prevedibile — esattamente il tipo di fenomeno che il monitoraggio continuo intercetta meglio. Il ΔP è il segnale più diretto, economico e affidabile per tenere sotto controllo lo stato dell'elemento senza aprire l'impianto.
La manutenzione predittiva basata sul ΔP non sostituisce l'ispezione fisica, ma la trasforma: da appuntamento fisso in calendario a intervento motivato da dati reali. Il risultato è meno manutenzione inutile, zero manutenzioni tardive.
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Scelta del prodotto · 10 min lettura
Deflagrazione vs detonazione: quale flame arrestor scegliere
Chargesplit srl · Maggio 2025
Scegliere il tipo sbagliato di flame arrestor è uno degli errori più comuni nella progettazione degli impianti di sicurezza. Un dispositivo dimensionato per la deflagrazione non protegge da una detonazione — e le conseguenze possono essere catastrofiche. Questa guida spiega la differenza e come scegliere correttamente.
Cos'è una deflagrazione
Una deflagrazione è una combustione che si propaga a velocità subsonica — tipicamente tra 1 e 500 m/s. La pressione generata è moderata e il fronte di fiamma avanza per conduzione termica attraverso la miscela infiammabile.
I flame arrestor per deflagrazione (DEF) sono progettati per spegnere questo tipo di fiamma attraverso il raffreddamento: l'elemento rompifiamma estrae calore dal fronte di fiamma fino a portarlo sotto la temperatura di ignizione. Le celle dell'elemento devono avere un'apertura inferiore al MESG del gas specifico.
Cos'è una detonazione
Una detonazione è un fenomeno molto più violento: il fronte di fiamma viaggia a velocità supersonica (1000–3000 m/s) accoppiato a un'onda d'urto. Le pressioni generate possono essere 20–30 volte superiori a quelle di una deflagrazione.
Un flame arrestor per deflagrazione investito da una detonazione viene semplicemente distrutto — non è dimensionato per reggere quelle forze meccaniche. Per questo esiste una categoria dedicata di dispositivi (DET) testati specificamente contro le onde d'urto detonanti.
Parametro
Deflagrazione (DEF)
Detonazione (DET)
Velocità fiamma
Subsonica (<500 m/s)
Supersonica (>1000 m/s)
Onda d'urto
Assente
Presente e accoppiata
Pressione generata
Moderata (2–10 bar)
Molto alta (20–100 bar)
DN disponibili
DN50–DN500
DN50–DN150
Direzionalità
Bidirezionale
Unidirezionale
Come si sceglie: il fattore determinante è la run length
La variabile che determina se serve un DEF o un DET non è il tipo di gas, ma la distanza tra la sorgente di accensione e il flame arrestor — la cosiddetta "run length" o lunghezza di percorso.
Una deflagrazione può accelerare e trasformarsi in detonazione se percorre una tubazione abbastanza lunga. Questo fenomeno — la Deflagration-to-Detonation Transition (DDT) — avviene tipicamente dopo 3–10 metri di tubazione dritta per i gas più reattivi (idrogeno, acetilene) e dopo decine di metri per gas meno reattivi (propano, metano).
Run length corta (<3m) o gas poco reattivo (IIA) → flame arrestor per deflagrazione (DEF) sufficiente
Run length lunga o gas reattivo (IIB, IIC) → flame arrestor per detonazione (DET) necessario
Installazione fine-linea → solitamente DEF, ma verificare con calcolo specifico
Il ruolo del monitoraggio nella scelta
FlameGuard Smart include un accelerometro triassiale che rileva la firma meccanica degli eventi sul corpo valvola. In caso di detonazione, l'impulso meccanico è caratteristicamente diverso da quello di una deflagrazione — e il sistema lo classifica automaticamente tramite analisi FFT.
Questo dato, nel tempo, permette di verificare che il tipo di dispositivo installato sia corretto per le condizioni reali dell'impianto — e di avere evidenza documentata per gli audit ATEX.
Hai bisogno di supporto nella scelta?
Il team tecnico Chargesplit analizza la tua geometria di impianto, il gas di processo e la run length per indicarti la configurazione corretta di FlameGuard Smart.
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Normativa · 12 min lettura
EN ISO 16852: tutto quello che devi sapere sui flame arrestor
Chargesplit srl · Maggio 2025
La norma EN ISO 16852 è il riferimento tecnico europeo e internazionale per i flame arrestor. Definisce come devono essere progettati, testati e classificati — ed è il documento che ogni HSE manager, progettista e responsabile acquisti dovrebbe conoscere prima di specificare un rompifiamma.
Cos'è EN ISO 16852 e a cosa serve
EN ISO 16852:2010 è la norma internazionale che specifica i requisiti di prestazione, i metodi di prova e i limiti d'uso per i dispositivi rompifiamma. È richiamata dalla direttiva ATEX 2014/34/UE come norma armonizzata per la categoria di prodotto, e la conformità ad essa è presupposto per la marcatura CE dei flame arrestor destinati al mercato europeo.
La norma si applica ai flame arrestor installati su tubazioni e recipienti che trasportano gas infiammabili o miscele gas/aria, sia in pressione che a pressione atmosferica.
I tipi di flame arrestor secondo EN ISO 16852
La norma classifica i dispositivi in base alla posizione di installazione e al regime di combustione per cui sono qualificati:
End-of-line (fine-linea) — installati all'estremità di una tubazione, proteggono da ignizioni esterne. Testati con fiamma libera.
In-line per deflagrazione — installati lungo la tubazione, bloccano la propagazione di una deflagrazione. Testati con fronte di fiamma subsonico.
In-line per detonazione — testati con onde d'urto supersoniche, classificati per run length specifica (es. >10D, >20D).
In-line per deflagrazione stabile — resistono a fiamme stabilizzate sull'elemento per periodi prolungati (rilevante per alcune applicazioni a bassa portata).
I test di tipo richiesti dalla norma
Ogni flame arrestor deve superare una serie di test di tipo eseguiti da un organismo notificato prima di poter essere marcato CE. I principali sono:
Test di efficacia — verifica che il dispositivo blocchi effettivamente la fiamma nelle condizioni di prova standard
Test di resistenza meccanica — verifica l'integrità strutturale durante e dopo gli eventi di combustione
Test di resistenza alla fiamma stabile — per alcuni tipi, verifica la tenuta con fiamma stabilizzata per un periodo definito
Test di perdita di carico — misura il ΔP nominale in condizioni di flusso standard, il valore che diventa il baseline per il monitoraggio
Cosa deve contenere la documentazione di conformità
Un flame arrestor conforme a EN ISO 16852 deve essere accompagnato da:
Dichiarazione di conformità CE firmata dal fabbricante
Certificato di test di tipo rilasciato da organismo notificato
Marcatura sul corpo: tipo, gruppo gas, pressione/temperatura di esercizio, direzione del flusso (DET)
Istruzioni di installazione, manutenzione e ispezione
Limiti d'uso: gas per cui è qualificato, run length massima (DET), condizioni operative
Come il monitoraggio IoT supporta la conformità continuativa
EN ISO 16852 definisce i requisiti del dispositivo al momento della messa in servizio — ma la norma non dice nulla su come verificare che il dispositivo rimanga conforme nel tempo. Questa è la lacuna che il monitoraggio continuo colma.
FlameGuard Smart registra in continuo il ΔP, la temperatura e la vibrazione, e genera automaticamente report periodici che documentano lo stato operativo del dispositivo. In caso di audit ATEX, il responsabile sicurezza può presentare uno storico dati completo — non solo la dichiarazione di conformità iniziale, ma la prova che il dispositivo ha operato correttamente per tutto il periodo.
Tutta la documentazione EN ISO 16852 inclusa
Ogni FlameGuard Smart viene fornito con dichiarazione di conformità CE, certificato di test di tipo e documentazione tecnica completa secondo EN ISO 16852. I report di monitoraggio continuo sono inclusi nel piano Cloud Monitor.
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Ultimo aggiornamento: Maggio 2025
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